giovedì 12 marzo 2026

29 Dicembre 1917


In concomitanza del centenario della  grande guerra 1915-1918 il comune di Petritoli, oggi in provincia di Fermo nelle Marche , ha esposto in bacheca questa  foto per ricordare i suoi concittadini   caduti  in guerra.

Mio nonno è iscritto nella lapide : nato nel 1889  primogenito di 4 figli .



"Gli avvenimenti dell'ottobre 1917, che condussero l'Esercito italiano a ripiegare da oltre Isonzo fin dietro il Piave, presentarono i caratteri di una sconfitta militare :10.000 morti, 30.000 feriti, 293.000 prigionieri e 350.000 sbandati, successivamente recuperati nella maggior parte, fanno ascendere a circa 700.000 uomini la diminuzione di effettivi subita dall'esercito italiano dal 20 ottobre al 20 novembre. Andarono perduti inoltre 3.152 pezzi d'artiglieria, 1.732 bombarde, 3.000 mitragliatrici, 73.000 quadrupedi, 1.600 autocarri, 115 ospedali da campo.



Dopo i fatti  del Monte Nero  e Caporetto..

possiamo concludere  che i nostri giovani nonni  vennero  mandati al fronte impreparati: eranoo agricoltori , 
 artigiani,  braccianti  manovali, fabbri , spalatori e picconatori di rocce  con il 40% di alfabetizzazione  ( i miei nonni sapevano leggere e scrivere )  comunque già  capifamiglia con prole in tenerissima età.



Impreparati all'uso delle armi , ma costretti a combattere anche l'inverno metereologico in montagna riscaldati  dai muli utilizzati  per trasportare artiglieria pesante  sul fronte estremo . 


Prima del combattere all'arma bianca  , si doveva occupare territorio in questo caso montano disagiato , aprire varchi e trincee oltre a scavare  rifugi nella roccia :ossia fare fronte occupare e andare avanti  o al contrario se a primeggiare era la fazione opposta.



E indiscutibile il senso del dovere che li animava e sosteneva  e con qualche preoccupazione , rispondevano alla chiamata dello stato italiano  che li spediva al fronte bellico .
















Sicuramente la maggior parte di  loro avrebbero preferito restare nelle loro case con le loro famiglie a lavorare nei campi e nelle loro officine .
Forse non amavano  andare  in  guerra e comunque  speravano nel ritorno comunque da  vincitori o vinti  .. ma anche al contrario .. non tornare nelle proprie famiglie ,alla vita e al lavoro .  

Mio nonno Umberto è andato  per non fare ritorno. 


https://7reggimentoalpini.blogspot.com/2014/12/allinterno-del-grande-parco-cimitero.html









Anche mio padre ,  classe 1915  orfano di guerra  dall'età di due anni   .. dopo il servizio militare di leva fu richiamato per andare al fronte .. in Africa settentrionale  nel secondo conflitto del 1940-41.

Militare  nel 1935 combattente e  prigioniero in Sud Africa ,    tra guerra e prigionia è tornato a casa  nel 1947.

Mio padre muore nel 1989. Per  le invalidità  contratte  durante la guerra e prigionia riconosciute  e documentate ,chiede il trattamento pensionistico  
Nell'anno 2003  gli viene negato.


( vedi la storia dal Link sottostante)⇓⇓⇓⇓⇓⇓⇓


Dalle lettere dal fronte  di mio nonno

(aggiornamento in corso)






martedì 30 dicembre 2014

Centenario grande guerra 1915-1918

"All’interno del grande parco-cimitero Südfriedhof a Colonia (Köln), vi è il Cimitero Militare Italiano della Prima Guerra Mondiale
venne allestito in collaborazione con le autorità tedesche nel 1923 e raccoglie le spoglie di 1.914 soldati italiani deceduti in prigionia in Germania. 
Il campo, con al centro il Monumento dedicato ai caduti, è ben curato e conservato: è suddiviso in 3 settori (centrale, sinistro e destro), con lapidi bianche a terra che riportano il nome, cognome, data di nascita e di morte di ogni soldato…Il seguente file, da me costruito pazientemente trascrivendo nome per nome, contiene l’elenco completo dei soldati ivi sepolti…" ( Musi Silvia http://www.pietrigrandeguerra.it/soldati-da-tutta-italia-sepolti-in-cimiteri-locali/cimitero-sankt-georgen-am-steinfeld/ )  In loro memoria…


Silvia ha fatto un importante  lavoro di ricerca  utile  a molte famiglie italiane informandole  , sui loro congiunti , morti o dispersi  in guerra o in prigionia. 

Hai colmato un vuoto  .. in parte istituzionale purtroppo !!
Infatti nella mia  famiglia abbiamo avuto notizia che il nonno   ... era morto in prigionia ..  senza sapere  come quando avvenne il decesso  e  dove  fosse sepolt  . Con buona volontà ho consultato la banca dati indicatami da  Silvia  per trovare quanti altri conterranei dell'allora provincia di Ascoli Piceno fossero sepolti in questa sede.

 Ora sappiamo che riposa  in questo luogo....






Purtroppo  di  questa  grande   guerra   abbiamo notizie sui fatti bellici  ma anche  contributi storiografici  contrastanti :


Scrive Mario Troso sul portale ARTE E RICERCA (www.artericerca.com) concludendo una lunga ed analitica analisi  sulla 

"LA  BATTAGLIA  DI  CAPORETTO" 24 - 26 OTTOBRE 1917"
"Ancora una volta, bisogna ripetere che, nei combattimenti svoltisi il 24 ottobre, i nostri soldati fecero tutto il loro dovere, si batterono, cioè, con tenacia e valore. Gli errori e le colpe furono soltanto di alcuni dei più alti comandi dell'esercito."87 Invece dopo anni di duri combattimenti e di tremenda usura patita, furono incolpate della sconfitta proprio le truppe, mal comandate e abbandonate ad un tragico ed immeritato destino. Non meritavano che nascesse la leggenda di Caporetto "... che si è diffusa nel mondo: la leggenda che l'indolenza, intesa come sinonimo di vigliaccheria, del soldato italiano sia la nota distintiva di questo evento... Alla sua origine si trovano gli italiani stessi. Prima di tutto un comunicato di guerra che accusava di diserzione alcune unità... Poi l'esagerazione dei fatti, della quale si avvalse l'opposizione per attaccare i propri avversari... Gli italiani non praticano la 'carità di patria' cioè il rispetto per il proprio paese, inutilmente raccomandato da poche persone sagge. Preferiscono dilaniarsi tra di loro e nella lotta divengono ciecamente feroci, giungendo a dare penosissimo spettacolo di sé... Recitino il loro mea culpa taluni italiani, se l'ingiusta leggenda che li degrada corre per il mondo."88
 


E' passato piu di un secolo di vita , la società italiana è molto cambiata ...purtroppo quanti e quante  sono ancora attaccati  alla memoria di fatti storici e di un vecchio nonno morto  ' per la patria '  sono certo  o credo che siano  molto disgustati e addolorati da questa attualità sociale  e  politica    .








 nonna ' Laurina'  Colasanti  e  i suoi due figli Italo e Mario di 2 e 1 anno e sotto mio nonno 


















Per tanto tempo ho trascurato di considerare il vero ed  importante valore aggiunto  di questa  storia familiare . Ricordare i fatti di guerra  che hanno cambiato la vita  della mia  e di molte  famiglie italiane credo sia utile importante  e necessario : non dimenticare  e ricordare per ritrovare identità , trasferire valori  e mai cancellare il  posto occupato  nella  memoria del vissuto e passato   che da senso alla attualità   : allora , piu di un secolo fa , alla chiamata alle armi  per servizio allo Stato .. si obbediva  e basta ! il giovane comandato per difendere  lo Stato ,  lasciava  la propria famiglia , sicuramente in difficoltà  diverse immaginabili, e metteva "in un triste gioco" la sua vita  :  comunque a questa chiamata alle armi  tutti o quasi  rispondevano in maniera affermativa .. perche l'etica ricorrente era quella di essere parte e pertanto disponibile a servire lo Stato .

Della famiglia era responsabile il genitore  padre o  giovane padre  ma acconsentiva  in qualche maniera anche  la  moglie , madre .. che spesso rimanevano  vedove ad esercitare entrambi le funzioni  agli eventuali figli  ... orfani . Cosi è successo alla  famiglia di  Umberto  sposato con la sua "Laurina"  

Quello fu un sacrificio totalizzante .. e le guerre da  sempre sono il sale amaro  della storia ,  sono sempre esistite e ancora attualizzano le società civili , distruggono suoli e soprattutto  persone .. si fanno guerre di ogni tipo con mezzi diversi , ma sempre per favorire il potere .
Non ci sono piu nazioni da difendere perche vogliono la cancellazione  delle memorie e delle identità culturali e sociali ..gli stati belligeranti sono sempre i medesimi .. quelli che credono di dare esempi e insegnamenti  di democrazia con mezzi violenti e distruttivi della società collettiva  ..un potere despota spesso filantropico che comanda nel mondo  di  persone e cose piu naturali  in ogni  ambito nazionale e internazionale ..